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Psicologia
Psicologia e dintorni
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| Disturbo esplosivo intermittente: quando la rabbia non è un’emozione, ma un problema |
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| Su Repubblica del 15 marzo è stata riportata la notizia di uno studio americano, pubblicato da Ronald Kessler su Archives of general Psychiatry, secondo il quale un americano su 20 è affetto da “disturbo esplosivo intermittente”. In questi casi, continua l’articolo, la rabbia non è un’emozione, ma un problema. Cosa è il “disturbo esplosivo intermittente” di cui si parla? Quanto è diffuso? Quando l'aggressività è normale e quando patologica? Come gestire la rabbia? Mario Calvagno e Carmen Zammataro, redattori di RVS, intervistano il dott. Ciro Aurigemma, psicologo. |
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2010-03-16 |
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| Speranza nella famiglia |
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| L’uomo di oggi è convinto di dover sostenere e portare avanti da solo la propria vita. Lo sviluppo dell’agnosticismo e dell’ateismo ha portato ad una progressiva rimozione di Dio. Questa mancanza di fiducia nel Signore può determinare nella coppia una mancanza di speranza nel futuro e di fiducia in loro stessi nel costruire un rapporto solido e duraturo, nell’educare eventuali figli. Qual è il primo passo fondamentale per ricostruire relazioni di coppia durevoli e che resistano alle tempeste della vita, alla precarietà del lavoro, alle crisi economiche che investono le finanze delle famiglie, alla paura dell’abbandono del coniuge? Su quale valore importante può una coppia costruire il suo futuro? Mario Calvagno, redattore di RVS, intervista il dott. Pino Castro, pastore avventista e psicologo. |
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2010-02-11 |
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| Quanto ci è prossimo il prossimo? |
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| Sul settimanale “D – La Repubblica delle donne” il filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti risponde, nell'ambito della sua rubrica, ad un lettore che scrive quanto segue: «…la tradizione cristiana ci dice: "...ama il prossimo tuo come te stesso...". Mi pare che il vero significato di questa frase non sia tanto nell’altruistico gesto d’amore verso gli altri, quanto nella capacità di "amare se stessi" PRIMA di poter "amare gli altri"». E’ realmente così? Galimberti risponde citando un altro psicoanalista, Luigi Zoja, che si pone un interrogativo: se, come ha annunciato Nietzsche a fine Ottocento,“Dio è morto”, passato il Novecento, non è tempo di dire che anche il prossimo è morto? Lo abbiamo “ucciso” noi? Gesù nel Vangelo, rispondendo a chi gli chiedeva come ottenere la vita eterna, risponde di osservare i comandamenti e di amare Dio con tutte le proprie forze e il prossimo come se stessi. E quando l’interlocutore esprime dubbi sul prossimo, ma certezze sulla propria integrità, Gesù racconta la cosiddetta “Parabola del buon Samaritano”. Ma allora l’egoismo e la paura dell’altro non conoscono differenze derivanti dall’epoca, dalla società, dalla professione o da altro ancora? Qual è il rapporto fra depressione ed eliminazione del prossimo dal proprio orizzonte personale? Mario Calvagno e Carmen Zammataro, redattori di RVS, intervistano il dott. Lucio Altin, pastore, responsabile del Dipartimento della Famiglia dell'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste. Ha conseguito un master negli Stati Uniti in terapia della famiglia. |
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2009-06-30 |
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| Rapporti interpersonali, libertà e dignità - I seminari 2009 dell'ISN |
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| L’International Society of Neuropsychophysiology (ISN) inaugura i “Seminari 2009”. Dal 12 giugno al 31 luglio, ogni venerdì dalle 19 alle 22, un nuovo seminario con temi che vanno dalla comunicazione alla gestione dei rapporti interpersonali, dalla libertà di coscienza alla dignità umana. I seminari sono tenuti dal prof. Michele Trimarchi, presso la sede dell’ISN a Roma in Via Alessandro Serpieri 11 e, in videoconferenza, presso la sede di Puia di Prata in provincia di Pordenone. A chi sono rivolti questi seminari? Conflitti, condizionamenti, paure, comunicazione, rapporto genitori/figli, rapporto di coppia, invidie, rapporto nutrizione/qualità della vita. Su quale base sono stati scelti questi argomenti? Cosa li accomuna? Mario Calvagno e Carmen Zammataro, redattori di RVS, intervistano il prof. Michele Trimarchi, psicologo, fondatore della neuropsicofisiologia negli anni ’70-’80, presidente ISN di Roma. |
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2009-06-11 |
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| “Traccia” di Trinità nel genoma umano |
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| In occasione di quella che per i cattolici è la celebrazione della festa della Trinità Divina, il papa ha fatto alcune dichiarazioni che i quotidiani hanno riportato: «La prova più forte che siamo fatti ad immagine della Trinità è questa: solo l’amore ci rende felici, perché viviamo per amare ed essere amati- ha detto Benedetto XVI - Usando un`analogia suggerita dalla biologia, diremmo che l`essere umano porta nel proprio ’genoma’ la traccia profonda della Trinità, di Dio-Amore». Qual è il significato profondo di questa affermazione? Come si può spiegare, insomma, questo bisogno d’amore, anche in chi sembra non manifestarlo? Cosa dice la Bibbia in merito all’amore eterno di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo nei confronti dell’intera umanità? Mario Calvagno e Carmen Zammataro, redattori di RVS, intervistano il dott. Lucio Altin, pastore, responsabile del Dipartimento della Famiglia dell'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste. Ha conseguito un master negli Stati Uniti in terapia della famiglia. |
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2009-06-11 |
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| La fede nasce nel cervello – seconda parte |
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| Nella prima parte del programma abbiamo analizzato e commentato alcuni studi sulla capacità innata del nostro cervello di reagire al soprannaturale. Continuiamo quindi ad approfondire questi meccanismi. Quali sono le implicazioni nel quotidiano e nel proprio cammino di vita, sia per chi non ha fatto l’esperienza del credere, sia per chi crede? Mario Calvagno e Carmen Zammataro, redattori di RVS, intervistano il dott. Lucio Altin, pastore, responsabile del Dipartimento della Famiglia dell'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste. Ha conseguito un master negli Stati Uniti in terapia della famiglia.
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2009-05-28 |
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| Bambini: quanta e quale televisione? |
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| Nel 1996 David, un dodicenne di Noceto, si impiccò per gioco per emulare un’esecuzione capitale che aveva visto in un film in tv. Da allora gli abitanti del piccolo centro alle porte di Parma spengono la televisione per l’intero mese di maggio e dedicano una settimana, la “Settimana della creatività”, ad attività ludiche, sportive o teatrali alternative alla televisione babysitter. Com’è possibile che la tv faccia confondere nella mente di un bambino la finzione con la realtà? C’è veramente una lotta tra televisione e creatività? Da qualche anno vengono trasmessi programmi per bambini anche in orari prescolastici, al mattino presto. Con quali effetti? Mario Calvagno e Carmen Zammataro, redattori di RVS, lo hanno chiesto al dott. Ciro Aurigemma, psicologo. Con Mariarosa Cavalieri, che ha studiato teologia e svolge attualmente un lavoro pastorale all'interno del Dipartimento Giovani della Chiesa Cristiana Avventista nel settore bambini, abbiamo parlato delle sue “esperienze televisive” di educatrice e di mamma, e dei sussidi creativi per bambini utilizzati nelle chiese avventiste e nei campeggi scout estivi. |
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2009-05-12 |
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| La fede nasce nel cervello – prima parte |
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| Nei credenti come nei non credenti, la questione dell' esistenza di un aldilà impegna aree della corteccia cerebrale molto evolute che sono, così come la facoltà di credere in una divinità, assenti nelle specie diverse dall' uomo. Un gruppo di ricercatori dei National Institutes of Health (Nih) americani è andato a pizzicare le aree del senso divino con alcune domande a sfondo religioso, e ha poi monitorato il tutto attraverso la risonanza magnetica. Ne è uscito fuori che il cervello umano è stato geneticamente configurato per incoraggiare la fede religiosa. L’assorbimento dell' io all’interno di qualcosa di più vasto non deriva da una costruzione emotiva o da un pensiero pio, ma da eventi neurologici. Come dobbiamo interpretare queste informazioni sulla capacità innata del nostro cervello di reagire al soprannaturale? Mario Calvagno e Carmen Zammataro, redattori di RVS, intervistano il dott. Lucio Altin, pastore, responsabile del Dipartimento della Famiglia dell'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste. Ha conseguito un master negli Stati Uniti in terapia della famiglia. |
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2009-04-28 |
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| Io penso positivo - Più ottimismo, più salute |
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| Chi pensa positivo si ammala meno e ha una vita migliore e più lunga. I pessimisti hanno infatti il 30% di possibilità in più di ammalarsi rispetto agli ottimisti. E’ quello che ha dimostrato uno studio dei ricercatori dell’Università statunitense di Pittsburgh. Ci sono altre correlazioni, dimostrate da precedenti studi, fra il pensare positivo o negativo, e ciò che poi si realizza? Ottimisti si nasce o si diventa? Qual è la relazione fra pensiero, parola e azione? Mario Calvagno e Carmen Zammataro, redattori di RVS, lo hanno chiesto al dott. Ciro Aurigemma, psicologo. La Sacra Scrittura è ricca di messaggi che esortano all’ottimismo. Gesù è indicato come il rimedio ad ogni ansia e preoccupazione. Può la fede aiutarci a cambiare il nostro modo di vedere le cose? I nostri redattori lo hanno chiesto a Mariarosa Cavalieri. Ha studiato teologia in Francia; attualmente svolge un lavoro pastorale all'interno del Dipartimento Giovani della Chiesa Cristiana Avventista, in particolare nel settore dei bambini. |
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2009-03-10 |
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| Vedo rosso: colori e comportamenti |
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| E’ noto da tempo che l’ambiente di lavoro, l’illuminazione e i colori hanno un ruolo rilevante nel benessere o malessere dei lavoratori. Una ricerca canadese, pubblicata in questi giorni, ne dà ulteriore conferma. A quali applicazioni può portare questa consapevolezza? Ci sono dei casi in cui “giocare” con colori e illuminazione può essere particolarmente utile? Secondo quali meccanismi questi fattori influenzano l’uomo? Sono validi in tutti i casi? Mario Calvagno, redattore di RVS, intervista il dott. Ciro Aurigemma, psicologo. |
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2009-03-04 |
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